Al seminario SPARK con il gioco Carceropoly

Il Polo Penitenziario dell'Università di Genova continua il proprio impegno nel progetto europeo SPARK – Supporting Penitentiary Advancement through Reflection and Knowledge about linguistic and cultural diversity, dedicato alla riflessione sulle barriere linguistiche e culturali nei contesti di privazione della libertà e alla valorizzazione di metodologie partecipative e inclusive.

Il 7 luglio 2026, nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale a Genova, si è svolto il Multiplier Event del progetto, una giornata di confronto e scambio dedicata alle sfide poste dalle barriere linguistiche e culturali negli istituti penitenziari e al ruolo dei linguaggi artistici come strumenti di resilienza e inclusione. L'iniziativa ha coinvolto i partner europei del progetto provenienti da Italia, Spagna, Estonia, Ucraina, Portogallo e altri Paesi aderenti.

La mattinata si è aperta con la presentazione del progetto SPARK e dei partner internazionali, seguita da una sessione dedicata ai temi che hanno guidato i lavori di gruppo: il dialogo interculturale, la mediazione comunitaria, le barriere linguistico-culturali nei contesti detentivi e la ricerca di nuovi strumenti educativi per favorire inclusione e partecipazione.

Su invito di Massimo Ruaro hanno preso parte all'iniziativa anche i colleghi del Polo Universitario Penitenziario di Parma, Irene Valota e Andrea De Filippi coinvolti nella conduzione del laboratorio dedicato a Carceropoly, il gioco educativo ideato dal Polo Penitenziario di Parma. L'attività ha offerto ai partecipanti l'opportunità di confrontarsi, attraverso una metodologia partecipativa, sui temi della detenzione, dei diritti, dell'inclusione e delle barriere linguistiche negli istituti penitenziari.

La sessione conclusiva è stata dedicata agli interventi di esperti internazionali sui metodi del Photovoice e sull'impiego dei linguaggi artistici nei contesti di vulnerabilità, offrendo ulteriori spunti di riflessione sulle potenzialità delle metodologie partecipative nella formazione universitaria in carcere.

Il laboratorio proposto dal PUP ha rappresentato un'importante occasione di confronto con le esperienze dei partner internazionali del progetto SPARK e ha favorito una riflessione condivisa sui temi della detenzione. Attraverso il gioco, i partecipanti hanno esplorato il linguaggio specifico del carcere, il gergo utilizzato nella vita quotidiana degli istituti penitenziari e le parole che descrivono l'esperienza della privazione della libertà, creando uno spazio di dialogo in cui far emergere emozioni, vissuti e punti di vista differenti.  

Ultimo aggiornamento