Giornata della Francofonia 2026

Il coordinatore del Polo penitenziario dell’Università di Genova ha partecipato alla Journée de la Francophonie 2026, un’importante giornata di studi dedicata al tema dell’accesso al sapere e all'inclusione. L’iniziativa, svoltasi il 27 marzo presso il Dipartimento di Lingue e Culture Moderne di UniGe, ha riunito studiosi e docenti italiani e internazionali per riflettere sul ruolo della francofonia nei processi di inclusione educativa e sociale.

Ad aprire i lavori è stato il saluto istituzionale della preside della Scuola di Scienze Umanistiche, Micaela Rossi, seguito dall’introduzione di Anna Giaufret, che ha delineato il quadro generale della giornata e le principali questioni al centro del dibattito.
Tra gli interventi più significativi, quello di Massimo Ruaro (Università di Genova) ha posto l’attenzione sull’accesso allo studio universitario in carcere, evidenziando il contributo e le esperienze degli studenti francofoni. Il programma ha proseguito con l’intervento di Anne-Sophie Calinon (Université Marie et Louis Pasteur – Institut Universitaire de France), che ha affrontato le sfide legate all’insegnamento della matematica agli studenti alloglotti recentemente arrivati in Francia, mettendo in luce implicazioni politiche, didattiche e pedagogiche. A seguire, Silvia Domenica Zollo (Università di Napoli Parthenope) ha approfondito il legame tra diritti linguistici e diritti umani, offrendo una riflessione sulle prospettive contemporanee e sulle criticità ancora aperte. Giovanni Agresti (Université Bordeaux Montaigne/Università di Napoli “Federico II”) ha invece presentato un’analisi della situazione del francese nell’università mauritaniana, tra opportunità di promozione e rischi di marginalizzazione dei pubblici più fragili. La giornata si è conclusa con una discussione aperta tra i partecipanti e le considerazioni finali affidate a Nora Gattiglia (Università di Genova), che ha sottolineato l’importanza di continuare a promuovere iniziative di confronto su temi quali inclusione, accesso all’istruzione e valorizzazione delle diversità linguistiche e culturali.

La partecipazione del coordinatore del Polo penitenziario UniGe ha rappresentato un’ulteriore occasione per rafforzare il dialogo tra università e contesti di fragilità, confermando il ruolo centrale dell’istruzione come strumento di inclusione e crescita personale, anche all’interno del sistema penitenziario.

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