Il progetto "Boardgame in carcere" nasce con l’intento di portare il gioco da tavolo all’interno degli istituti penitenziari come strumento educativo, di socializzazione e di crescita personale. In un contesto complesso come quello carcerario, caratterizzato da dinamiche relazionali difficili, isolamento sociale e spesso dalla diffusione di comportamenti a rischio come il gioco d’azzardo, il gioco strutturato si propone come un'opportunità concreta per abbattere le barriere tra le persone e stimolare competenze utili al reinserimento nella società.
L’obiettivo principale è quello di favorire relazioni positive tra pari, creando momenti di svago strutturato, sfida e cooperazione attraverso l’utilizzo dei giochi da tavolo. Grazie a un approccio guidato da esperti vengono selezionati e adattati giochi adeguati al contesto, evitando quelli che potrebbero favorire dinamiche conflittuali o legate al gioco d’azzardo. Durante gli incontri, condotti sotto la supervisione di un "master" formato, si costruiscono gruppi di gioco coesi e solidali, che diventano uno spazio protetto per sperimentare collaborazione, gestione delle emozioni e comunicazione efficace. Il gioco si trasforma così in un potente strumento per sviluppare competenze trasversali, come la gestione del tempo, la risoluzione dei conflitti, la tolleranza delle frustrazioni e la capacità decisionale. Particolare attenzione è rivolta al coinvolgimento di detenuti stranieri e delle donne, con l’obiettivo di favorire processi di inclusione e di socializzazione interculturale.
Il progetto è promosso dal Polo Penitenziario dell'Università di Genova, in collaborazione con il Centro di Ricerca sul Gioco (CeRG) e la Ludoteca di Ateneo, realtà da anni impegnate nello studio e nella promozione del gioco come strumento culturale e formativo. Inoltre, il progetto si avvale della collaborazione con Demoela, casa editrice e realtà ligure specializzata nel mondo dei giochi da tavolo, che mette a disposizione competenze e strumenti per la formazione degli operatori ludici coinvolti nelle attività.
L’esperienza, avviata nel 2023 con un progetto pilota nel carcere di Chiavari, si è estesa alla casa circondariale di Genova Pontedecimo, dove nel 2024 sono stati organizzate alcuni cicli di incontri e sessioni di gioco coordinati da educatori, operatori ludici e volontari del servizio civile.
Nell'ottobre 2025 il progetto ha ripreso vita grazie al finanziamento di fondazione Carige che ha consentito di formare e impiegare nuovi operatori ludici e di di ampliare le sedi di attività nelle case circondariali di Sanremo, Pontedecimo, Marassi e nella casa di reclusione di Chiavari.
Primi incontri formativi
I primi incontri formativi hanno avuto l’obiettivo di fornire strumenti teorici e pratici per operare in modo consapevole all’interno della realtà carceraria. La formazione ha affrontato temi fondamentali come il funzionamento degli istituti penitenziari, il ruolo degli operatori esterni, le regole di sicurezza, la gestione dei gruppi e delle dinamiche relazionali, nonché gli aspetti etici e relazionali legati al lavoro con persone detenute.
Particolare attenzione è stata dedicata al valore educativo del gioco da tavolo in contesti complessi, alla selezione dei giochi più adatti e alle modalità di conduzione delle sessioni ludiche. Gli operatori sono stati formati sul ruolo del “master”, inteso come facilitatore e mediatore, capace di leggere le dinamiche di gruppo, promuovere la partecipazione di tutti, gestire eventuali conflitti e valorizzare il gioco come spazio di apprendimento e relazione.
La formazione ha alternato momenti teorici a sessioni pratiche di gioco, durante le quali i partecipanti hanno sperimentato in prima persona i giochi selezionati, analizzandone le potenzialità educative, cooperative e inclusive. Questa fase ha permesso di costruire un linguaggio comune tra gli operatori e di avviare un lavoro di équipe, fondamentale per garantire continuità, coerenza e qualità agli interventi ludici all’interno degli istituti penitenziari.